venerdì 19 ottobre 2012

Sinodo, Caritas Internationalis: senza opere non si annuncia la fede. Azione Cattolica: noi restiamo nelle parrocchie. Gonzalez: scuole cattoliche spesso controproducenti (Izzo)

SINODO: CARITAS INTERNATIONALIS,SENZA OPERE NON SI ANNUNCIA FEDE 

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 18 ott.

"L'esercizio della carita' e' un elemento costitutivo della natura della Chiesa e della sua missione d'evangelizzazione e tutti, nella Chiesa, siamo implicati". Lo ha ricordato nell'Aula del Sinodo il segretario generale della Caritas Internationalis, Michel Roy, sottolineando che "la carita', di conseguenza, deve essere un elemento strutturale della natura stessa della Chiesa, se essa vuole essere evangelizzatrice". 
"Vale la pena - ha scandito - che il Sinodo le dia il posto che le spetta nella riflessione sulla nuova evangelizzazione e che incoraggi e rafforzi il suo dinamismo evangelizzatore".
"La nuova evangelizzazione - ha affermato Roy - deve mostrare che la diaconia della fede e la diaconia della carita' non sono affatto separate e indipendenti, ma che si tratta di un'unica diaconia in due parti. Meglio ancora: il motore della missione, la trave portante della visione dev'essere la diaconia della carita'". 
Secondo il dirigente della Caritas, "il problema fondamentale nella nuova evangelizzazione non e' solamente di sapere come annunciare il Vangelo, ma di chiederci se il Vangelo che annunciamo sia buona novella per i poveri e se noi, come Chiesa, rendiamo credibile questo Vangelo". 
"Il servizio della carita' - ha proclamato - deve essere il motore della missione e il suo segno di credibilita'. "Costatiamo - ha raccontato Roy ai padri sinodali - che spesso, nelle nostre Caritas, fratelli e sorelle che vengono a noi dall'indifferenza, dall'agnosticismo o dalla miscredenza scoprono, attraverso i servizi socio-caritativi, cosa significhi la gioia di credere e di mettere la propria vita in sincronia con Gesu' Cristo, in seno alla Chiesa". 
L'invito del segretario della Caritas internationalis, e' stato in definitiva a riconoscere che "l'esercizio della carita' e' uno dei segni di credibilita' della Chiesa". "Ci piacerebbe - ha quindi concluso - che fosse riconosciuto il carattere evangelizzatore di moltissime azioni compiute al servizio della carita' e il modo in cui vengono eseguite". 

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SINODO: AZIONE CATTOLICA, NOI RESTIAMO NELLE PARROCCHIE


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 18 ott. 

"Nella vita della parrocchia, e ancor prima al servizio della diocesi, l'Azione Cattolica puo' rappresentare un luogo privilegiato". Lo ha affermato al Sinodo il presidente dell'Azione Cattolica Italiana, professor Franco Miano, confermando la vocazione di una apresenza capillare di quella che, con i suoi 400 mila soci, e' ancora la maggiore associazione ecclesiale del nostro Paese. "La vocazione propria dell'Azione Cattolica, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II, sta - ha ricordato - nel porsi a servizio delle chiese particolari, intorno al vescovo, dando prospettiva e attuazione agli orientamenti pastorali". "Offriamo la nostra disponibilita' - ha concluso Miano - ai pastori delle nostre Chiese particolari". 

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SINODO: DIRETTRICE, SCUOLE CATTOLICHE SPESSO CONTROPRODUCENTI


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 18 ott. 

Le scuole cattoliche spesso "non sono centri in cui si coltivano persone molto colte, ma 'battezzati miscredenti'". E' la forte denuncia fatta al Sinodo dalla dottoressa Lydia Jimenez Gonzalez, direttrice generale dell'Istituto Secolare "Cruzadas de Santa Maria" che gestisce attivita' educative per conto di diverse diocesi. "Abbiamo visto con dolore - ha detto ai 262 vescovi riunti in Vaticano - che molti alunni delle nostre scuole cattoliche, educati con rigore allo studio, sono diventati leader sociali, nemici della fede e della Chiesa".
La dottoressa Jmenez Gonzalez, ha riocrdato ovviamente anche l'esistenza di "scuole, universita' in cui si conserva l'identita' e si impartisce l'istruzione alla fede, nascono vocazioni per la propria congregazione e per tutti i settori della vita cristiana". "Chiediamo ai signori vescovi - ha poi concluso - una particolare attenzione ai centri cattolici delle loro diocesi; che veglino affinche' non spariscano e conservino la loro chiara identita' cattolica come efficace contributo alla formazione di evangelizzatori nuovi e credibili". 


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