sabato 22 settembre 2012

La Conferenza dei vescovi latini nelle regioni arabe e l'Assemblea ordinaria cattolici della Terra Santa esprimono ammirazione per il coraggio di Benedetto XVI (O.R.)

Conclusa ad Amman la Conferenza dei vescovi latini delle regioni arabe

La riscoperta e la trasmissione della fede


Amman, 21. L'esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente ha fortemente incoraggiato i cattolici a rafforzare la comunione ecclesiale e lo spirito ecumenico e soprattutto a favorire il dialogo interreligioso per la pace e la riconciliazione. È quanto si legge in un comunicato congiunto della Conferenza dei vescovi latini nelle regioni arabe (Cerla) e dell'Assemblea ordinaria cattolici della Terra Santa (Aocts), diffuso a conclusione dell'incontro svoltosi, dal 17 al 20 settembre, ad Amman in Giordania. Vi hanno preso parte, tra gli altri, il patriarca di Gerusalemme dei Latini e presidente della Celra, monsignor Fouad Twal e l'arcivescovo di Baghdad dei Latini, monsignor Jean Benjamin Sleiman.

Al centro della riflessione l'Instrumentum Laboris sulla Nuova evangelizzazione e l'esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente. Hanno preso parte all'incontro, tra gli altri, il patriarca di Gerusalemme dei Latini e presidente della Celra, monsignor Fouad Twal e l'arcivescovo di Baghdad dei Latini, monsignor Jean Benjamin Sleiman.
Secondo il Cerla e l'Aocts l'esortazione apostolica, che «illumina il cammino dei cristiani d'Oriente per gli anni a venire», è un forte invito per i cattolici ad approfondire il senso della propria fede, della propria identità e delle relazioni con gli altri cristiani e le altre religioni; e ancora ha offerto ragioni per rimanere nei Paesi di origine nonostante le difficoltà della vita quotidiana. «I cristiani -- sottolineano i presuli -- sono chiamati a costruire le loro società sulla base di pari cittadinanza, con gli stessi diritti e gli stessi doveri».
Nel comunicato il Cerla e l'Aocts esprimono ammirazione per il coraggio di Benedetto XVI, il quale, mentre il Medio Oriente sta attraversando un periodo molto critico della sua storia» «ha voluto recarsi in Libano, un viaggio sotto il segno della fraternità e del dialogo, in una terra dove convivono pacificamente tre religioni monoteiste che hanno fatto del dialogo uno stile di vita». Un esemplare modello, questo, di convivenza per il Medio Oriente e il mondo.
E ancora i presuli si soffermano sulle offese ai sentimenti religiosi. In tal senso condannano il film Innocence of Muslims che «ha profondamente ferito i sentimenti dei musulmani e chiedono alle Nazioni Unite e agli altri Paesi del mondo di emanare leggi che impediscano di nuocere ai simboli religiosi con il pretesto della libertà di espressione e di comminare pene severe ai colpevoli, in quanto la libertà di ognuno finisce dove inizia quella dell'altro». Nel comunicato finale i vescovi esaminano la situazione generale nei Paesi arabi, soffermandosi sulle conseguenze della “primavera araba” nei Paesi coinvolti in questo processo. In particolare viene posta l'attenzione sul conflitto siriano che sta provocando una drammatica crisi umanitaria specialmente per i rifugiati. I vescovi chiedono alle associazioni caritative cattoliche, prime fra tutte le Caritas locali, e alle altre organizzazioni umanitarie di continuare l'esemplare lavoro di assistenza nei confronti di quanti sono stati costretti ad abbandonare la propria casa, la propria terra. Un elogio viene rivolto alla «Giordania, al suo re, al suo Governo e ai cittadini per la generosa accoglienza riservata ai profughi. Anche il Libano e l'Iraq stanno offrendo una encomiabile accolgienza». Infine i vescovi rinnovano l'invito a una «speciale preghiera per la pace e per la riconciliazione».
A margine dei lavori, infatti, nella chiesa parrocchiale di Madaba, ad Amman, gremita di fedeli, si era svolta una preghiera di suffragio per le vittime delle sofferenze nei Paesi arabi.

(©L'Osservatore Romano 22 settembre 2012) 

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