lunedì 13 agosto 2012

Gabriele: L'ho fatto per il bene del Papa, non ho preso soldi


Vaticano, Gabriele: L'ho fatto per il bene del Papa, non ho preso soldi

Città del Vaticano, 13 ago. (LaPresse) 

Un documento fitto quello che spiega le motivazioni del rinvio a giudizio di Paolo Gabriele, il maggiordomo del Papa, accusato di furto di documenti. Negli interrogatori a cui è stato sottoposto durante la detenzione che ha portato all'odierno rinvio a giudizio, Paolo Gabriele racconta di avere incontrato il giornalista Gianluigi Nuzzi, autore del libro 'Sua Santità', nell'appartamento di quest'ultimo, in viale Angelico. Lo si legge nella sentenza di rinvio a giudizio del maggiordomo del Papa. Gabriele ha precisato - si legge - di non aver "ricevuto versamenti in denaro o altri benefici" e di aver agito spinto "da diverse ragioni quali i miei interessi personali, inoltre ritenevo che anche il Sommo Pontefice non fosse correttamente informato su alcuni fatti. In questo contesto (fui) spinto anche dalla mia fede profonda e dal desiderio che nella Chiesa si dovesse far luce su ogni fatto". 
Paolo Gabriele riferisce anche di essere stato intervistato anonimamente da Nuzzi per la trasmissione 'Gli Intoccabili' (La7). Nel documento, presentato oggi in Vaticano, si riferisce poi di un confronto tra Paolo Gabriele e il segretario del Papa, monsignor Georg Gaenswein, al momento in cui quest'ultimo, accertato il furto delle carte riservate, ha comunicato a Paolo Gabriele la sospensione 'ad cautelam'. "Lui ha allora detto che in questo modo era stato trovato il capro espiatorio della situazione. Molto freddamente - prosegue Gaenswein a quanto riportato sul dispositivo di rinvio a giudizio - mi ha poi detto che era tranquillo e sereno avendo a posto la coscienza vendo un colloquio con il suo padre spirituale". Gabriele riferisce di aver passato le stesse carte date a Nuzzi anche a questo padre spirituale, il quale - sempre secondo la sentenza della magistratura vaticana - ha poi bruciato i documenti. 

© Copyright (LaPresse News)

6 commenti:

Anonimo ha detto...

infatti non prendeva soldi...solo assegni.

Eugenia ha detto...

Ma chi ci crede

Eugenia ha detto...

l'ho fatto per il bene del Papa........................... E cosa gli avrebbe fatto se voleva fargli del male? Ma come si fa a tradire a dare un dispiacere così forte ad una persona come Benedetto XVI e Paole' non me ve ni a di che il cervello tuo se l'era magnato er gatto in quei momenti perchè chi te crede? Solo un uomo con un cuore grande come il mondo ed una fede indistruttibile te po' perdona' io me dispiace nun posso!

Eugenia ha detto...


Ho letto poco fa della perizia psichiatrica


COME VOLEVASI DIMOSTRARE!

Anonimo ha detto...

Anche Giuda ha rifiutato i soldi,sì,ma prima di impiccarsi.....Io non penso proprio che sia solo un melenso,è diabolicamente furbo e aveva intenzione di fare un sacco di soldi vendendo notizie alle iene della stampa;a volte mi vergogno di essere italiano e quando ci danno dei ladri e dei traditori,devo ammettere con dolore che è la pura e semplice verità,mi spiace per BXVI tradito da chi fingeva devozione,che schifo!E mò si fa pure passare per pazzo.O tempora,o mores!GR2

Eugenia ha detto...



Concordo GR2