lunedì 9 luglio 2012

Inizia oggi a Econe, in Svizzera, il capitolo generale dei Lefebvriani, che durerà fino a sabato, sullo sfondo di un inasprimento dei rapporti con la Santa Sede


Vaticano/ Capitolo generale Lefebvriani,cresce tensione con Roma


Neoprefetto Dottrina fede accusato di eresia. "Stupidaggini"


Città del Vaticano, 9 lug. (TMNews) 


Inizia oggi a Econe, in Svizzera, il capitolo generale dei Lefebvriani, che durerà fino a sabato, sullo sfondo di un inasprimento dei rapporti con la Santa Sede. L'incontro cade a metà mandato del superiore Bernard Fellay, eletto per 12 anni sei anni fa nel ruolo che fu del fondatore Marcel Lefebvre, responsabile dello scisma che Papa Ratzinger ha tentato di superare.
L'incontro, che vede raccolti nel quartier generale dei tradizionalisti i responsabili delle comunità lefebvriane in giro per il mondo, sarà monopolizzato dal tema dei negoziati dottrinali con Roma per rientrare, o meno, nella Chiesa cattolica. Su questa prospettiva i quattro vescovi lefebvriani - oltre al superiore, De Gallareta, De Mallerais e Williamson - si sono spaccati con uno scambio di missive che, per una fuga di notizia, è stato pubblicato su alcuni blog ultra-tradizionalisti. Fellay è più incline ad una conciliazione con Roma mentre gli altri tre (in particolare De Mallerais e Williamson) sarebbero pronti a rimanere scismatici.
Lo stesso Fellay, in realtà, alla festa dei santi Pietro e Paolo del 29 giugno ha affermato che il rapporto con il Vaticano è ad un "punto morto" perché la trattativa dottrinale "è tornata al punto di partenza" e nella Chiesa "alcuni tirano, vogliono andare ancora più in là verso il progressismo e verso le sue conseguenze, altri che cercano di fare correzioni, e siamo in mezzo come una pallina di ping pong che tutti colpiscono".
Negli ultimi giorni, poi, i rapporti con la Santa Sede sembrano andati in crisi per alcune nomine volute dal Papa prima di andare a Castel Gandolfo Prima Benedetto XVI ha creato la nuova posizione di vicepresidente della Pontificia commissione Ecclesia dei, responsabile dei rapporti con i lefebvriani e gli altri gruppi tradizionalisti, e ha nominato per l'incarico il domenicano statunitense Augustine Di Noia. Uomo di sicura dottrina che - ha sottolineato una nota del dicastero vaticano - gode di "ampio rispetto" nella comunità ebraica, cosa che non si può dire per i lefebvriani e, in particolare, per il britannico Williamson, noto per le sue dichiarazioni negazioniste della Shoah. Ratzinger ha poni nominato il vescovo inglese Arthur Roche come nuovo segretario della congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti ("tristemente noto per la sua avversione alla diffusione della messa tradizionale", hanno commentato i lefebvriani italiani).
E, soprattutto, ha nominato nuovo prefetto della congregazione per la Dottrina della fede il vescovo tedesco Gerhard Ludwig Mueller. Il quale, appena nominato, ha rilasciato diverse interviste per sottolineare l'importanza del Concilio vaticano II (poco amato dai lefebvriani), puntualizzare che ""bisogna aprirsi alla tradizione vivente, che non si interrompe a un certo punto - ad esempio nel 1950 - ma prosegue oltre". I negoziati con i Lefebrviani "non sono un negoziato tra due parti. Nessuna fraternità sacerdotale imporra le sue condizioni alla Chiesa". Per Mueller, "alla fine sta arrivando un 'point of no return' e devono decidere: vogliono l'unità della Chiesa? Questo include l'accettazione della forma e del contesto del Concilio vaticano II". I lefebvriani non hanno atteso molto, e - tanto i tedeschi che gli italiani - hanno accusato Mueller niente meno che di "eresia" per alcune idee espresse nel corso degli anni. Risposta di Mueller: "Ich muss nicht auf jede Dummheit eine Antwort geben", "Non devo rispondere a ogni stupidaggine".


© Copyright TMNews

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo Mueller :-) Eheheheheh, dimostra uno spirito degno del suo grande predecessore card. Ratzinger. Chi sa argomentare esclusivamente con insulti merita una pedata nel fondoschiena.
Alessia

Anonimo ha detto...

Beh, mons. Müller sarà anche amico del Papa, ma Ratzinger NON avrebbe MAI risposto in questa maniera: " Risposta di Mueller: "Ich muss nicht auf jede Dummheit eine Antwort geben", "Non devo rispondere a ogni stupidaggine".

Anonimo ha detto...

Io non ne sarei così sicura, anonimo. Secondo me, mons. Müller è stato moderato nella sua risposta. Adesso capiremo se mpns. Fellay ha attributi o meno.
Alessia

Fabiola ha detto...

No, cara Alessia, se queste sono state le parole di mons. Mueller (conosco un po' di tedesco) Joseph Ratzinger non le avrebbe mai usate. Tanto più da prefetto della CDF.

Anonimo ha detto...

No,certo,l'avrebbe detto con maggiore eleganza,ma il senso sarebbe stato il medesimo e adesso iniziano a stufare con la loro superiorità(presunta) e la loro spocchiosità.

Anonimo ha detto...

Condivido Alessia. Fa bene Mueller a rimarcare che con la Santa Sede non si tratta da pari a pari. Tanto meno dalla Fraternità San Pio X, che nella sua parte cattolica ha visto fin qui accolte tutte le proprie richieste. E non solo, ha ricevuto e riceve anche solidarietà e incoraggiamento da non pochi prelati e fedeli cattolici che ne condividono (nei limiti del possibile) le riserve su alcuni punti del concilio. A livello di ragione risulterebbe incomprensibile il rifiuto della prelatura personale concessa dal Papa. Ma si sa che questi non sono tempi di "ragione". Accettino quel che si propone loro, rivolgano una supplica a Benedetto XVI, facciano ammenda dei danni provocati dalla divisione, e così avranno fatto il proprio interesse e il proprio bene, contribuendo al bene della Chiesa militante.

Anonimo ha detto...

Va bene, forse non l'avrebbe usato o forse sì, Fabiola, io non starei tanto a rimarcare la liceità o meno dell'uso di un termine tutto sommato innocuo come "scemenza". Distribuire patenti di eresia a destra e a manca, specie se si tratta di un uomo scelto dal Papa che lo conosce, lo stima e lo ritiene adatto al ruolo che fu suo, mi pare gridi vendetta al cospetto del Padreterno. Mi spiace, l'affaire lefebvriano è decisamente scaduto nello stucchevole per non usare un termine più forte.
Alessia.
Alessia

Anonimo ha detto...

@anonimo dell 14:59

Ti ricordo che mons. Müller non è la S. Sede e gli chiedevano di rendere conto di alcune sue dichiarazioni in alcuni suoi libri di dogmatica, quindi non capisco il tuo ragionamento.

La chiamata a un qualche dicastero romano prevede il velo d`infalllibilità reatroattiva?

@Alessia
il fatto che il Papa stimi mons. Müller non significa nulla: le persone vanno giudicate per le loro azioni e per i loro insegnamenti e non per le loro amicizie.

Io non sono lefrebviano e a me che mons. Müller sia amico o no di Benedetto XVI interessa poco. Per quanto mi riguarda Müller potrebbe essere anche il braccio destro di card. Lehmann, ma se dimostra di essere un teologo di spessore dottrinare ortodosso NON avrei nessun problema a che ricoprisse l`incarico di prefetto.

A volte ho l`impressione che per qualcuno il Papa sia infallibile non solo quando parla ex cathedra ma anche in ogni sua nomina, parola e/o movimento della mano.

Anonimo ha detto...

E io, anonimo delle 15:35, ho l'impressione che per alcuni non lo sia a prescindere, che parli ex cathedra o che effettui una nomina. L'importante è che non intacchi personalissimi tabù e convinzioni. Una di queste è la (presunta) ortodossia dei seguaci di mons. Lefebvre. Se ciò accade apriti cielo.
Alessia

Anonimo ha detto...

Ehehehehehe, mi domando se i lefebvriani e loro simpatizzanti a oltranza si rendono conto di essere, seppure con differenti motivazioni, in questo caso sulla stessa sponda di Hans Kung. Sarebbe il caso di refletterci un po' su.
Alessia

Anonimo ha detto...

TERREMOTO A ROMA!

raffaella blog ha detto...

Ribadisco il concetto: e' del tutto inutile inviare commenti offensivi.
Non vengono pubblicati.
Duole constatare quanto astio c'e' nei confronti di chi non la pensa in un certo modo...
R.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non mi sembra un commento corretto quello di Alessia.

Gianpaolo1951 ha detto...

@ Alessia
«… in questo caso sulla stessa sponda di Hans Kung.»
Ma dai, cara Alessia…
Apprezzo il suo lato di donna sanguigna e sincera, ma non Le sembra di aver esagerato?!
I Lefebvriani sono quanto di più raro e prezioso, rimasto dopo il terremoto seguito al CVII…
Se non ci fossero loro, il Summorum Pontificum del Santo Padre Benedetto XVI, non avrebbe avuto alcun seguito, visto che loro e solo loro, hanno custodito il Vetus Ordo, sconosciuto ai più e inviso a tanti cardinali tra cui il cardinal Martini e, guarda caso, proprio il vescovo Müller in questione!!!
Non centrerà un bel nulla con tutto ciò, ma in tema di terremoto, quello odierno potrebbe essere un segnale che "dall’Alto" non tutto è piaciuto e gradito!!!
Con simpatia

Anonimo ha detto...

Invece, secondo me, Alessia ha perfettamente ragione.

Rigettando l'accordo del 1988 i lefebvriani relegarono la giusta difesa della Tradizione in un recinto scismatico, congelarono in larga parte i chiarimenti sulla corretta ricezione del concilio, ricoprendoli di gelo e di sospetto.

Lasciarono campo libero agli eretici nella Chiesa. Si fecero alleati stretti di Hans Kueng.

Facciano ammenda.

Si spera per loro che quanti hanno conservato la Fede oggi non commettano lo stesso errore. La differenza, infatti, è che ormai le chiarificazioni nella Chiesa sono state spalancate dall'opera di Papa Benedetto. Una scelta sbagliata della SPX avrebbe solo l'effetto di renderla del tutto irrilevante.