sabato 7 aprile 2012

Pietro Orlandi: qualcosa in Vaticano si muove. Nell'omelia di padre Cantalamessa ho trovato segnali diretti (Ansa)

Pietro Orlandi: qualcosa in Vaticano si muove

Nell'omelia di padre Cantalamessa ho trovato segnali diretti

ROMA - ''Forse nella mia posizione sono un po' condizionato, ma io ho avuto la netta sensazione che facesse riferimento alle vicenda di Emanuela e agli sviluppi di questi giorni: alcune frasi sembravano proprio dirette, specifiche. Credo che in Vaticano qualcosa si stia muovendo e si stia cercando di fare chiarezza''.
Questa la reazione di Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la ragazza, cittadina vaticana, scomparsa nel giugno 1983, alle parole pronunciate ieri sera davanti al Papa durante la messa del Venerdi' Santo da padre Raniero Cantalamessa, predicatore pontificio.
''Quanti delitti atroci rimasti, negli ultimi tempi, senza colpevole. Quanti casi irrisolti'', ha detto Cantalamessa.
E ancora: ''Non portate i vostri segreti nella tomba''. Parole che molti hanno messo in relazioni con caso Orlandi, tornato in primo piano negli ultimi giorni.
''Ho una grande fiducia in padre Georg, il segretario del Papa, che ho avuto l'occasione di incontrare di recente e a cui ho parlato della scomparsa di Emanuela. E ho grande fiducia in Benedetto XVI - aggiunge Pietro Orlandi -. Spero davvero che il suo sia un pontificato chiarificatore. Io credo ci sia una sorta di esame di coscienza in atto e negli ultimi tempi ho pensato spesso che dopo Pasqua qualcosa sarebbe successo: una sensazione che ho provato anche sentendo le parole di padre Cantalamessa. Dopo le azioni compiute in questi ultimi giorni dal ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, che ha fornito chiarimenti importanti'' sull'iter della sepoltura nella chiesa di Sant'Apollinare di Enrico De Pedis, boss della banda della Magliana, l'organizzazioni criminale che secondo ipotesi investigative ha avuto un ruolo importante nel caso Orlandi; e ''dopo l'iniziativa assunta dal procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone'', che ha deciso di assumere il coordinamento dell'inchiesta, ''mancava una risposta, un segnale dal Vaticano. E' arrivato ieri. Ora spero che istituzioni italiane e Santa Sede facciano qualcosa di serio insieme''.

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