giovedì 5 aprile 2012

Le meditazioni per la Via Crucis al Colosseo sono state scritte da una coppia di coniugi

Papa/ A Via crucis prega per famiglie tra tradimenti e povertà
Meditazioni per venerdì a Colosseo scritte da coppia focolarina


Città del Vaticano, 4 apr. (TMNews)

Le famiglie, tra tradimenti, malattie e povertà, divorzi e aborti, eccessivo benessere e mancanza di umanità, sono al centro delle meditazioni della Via crucis che il Papa presiederà venerdì sera, come ogni venerdì santo, al Colosseo.
Le meditazioni - che nell'anno in cui venne eletto, il 2005, fu lo stesso Ratzinger, all'epoca cardinale, a comporre per Giovanni Paolo II - sono state affidate, quest'anno, ad una coppia di focolarini, Danilo e Anna Maria Zanzucchi, fondatori del movimento Famiglie Nuove. E ruotano, lungo le quattordici stazioni del calvario di Gesù, attorno ai dolori e alle speranze della famiglie della società odierna. Il Papa presiederà la cerimonia da una postazione allestita sul colle Palatino antistante l'anfiteatro Flavio.
La croce viene portata, oltre che dal card. Agostino Vallini, da due frati francescani della Custodia di Terra Santa e da alcune famiglie provenienti dall'Italia, dall'America Latina, dall'Africa, dall'Irlanda
"Come ogni cristiano - si legge nel libretto della celebrazioni - anche ogni singola famiglia ha la sua via crucis: malattie, morti, dissesti finanziari, povertà, tradimenti, comportamenti immorali dell'uno o dell'altro, dissensi con i parenti, calamità naturali. Ma ogni cristiano, ogni famiglia, in questa via di dolore, può rivolgere lo sguardo fisso a Gesù, Uomo-Dio".
"Quante cadute nelle nostre famiglie! Quante separazioni, quanti tradimenti! E poi i divorzi, gli aborti, gli abbandoni!", recita la meditazione per la terza stazione.
Alla undicesima stazione viene detto che "è la legge dell'amore che porta a donare la propria vita per il bene dell'altro. Lo confermano quelle madri che hanno affrontato anche la morte pur di dare alla luce il loro figlio. O quei genitori che hanno perso un figlio in guerra o in atti di terrorismo e che scelgono di non vendicarsi". Una critica alla attuale società è contenuta nella meditazione della nona stazione: "Viviamo spesso anestetizzati dal benessere, senza impegnarci con tutte le forze a rialzarci e a rialzare l'umanità". Nell'ottava si parla delle situazioni che "non migliorano perché noi non ci siamo impegnati a farle cambiare. E qualcuno, forse, paga anche per noi, per la nostra latitanza".
Più di un passaggio delle meditazioni della coppia di focolarini è dedicata, poi, al tradimento e al più generale tema della trasandatezza nei rapporti famigliari. "Non poche delle nostre famiglie soffrono per il tradimento del coniuge, la persona più cara. Dov'è finita la gioia della vicinanza, del vivere all'unisono? Dov'è il sentirsi una cosa sola? Dov'è quel 'per sempre' che ci si era dichiarati?", si legge alla prima stazione, e nella settima si legge: "Facciamo talvolta fatica persino a mantenere l'impegno preso nella nostra fedeltà di sposi. Non abbiamo più la freschezza e lo slancio di una volta. Tutto è ripetitivo, ogni atto pare pesante, viene voglia di evadere". Nella decima, poi, si afferma che "in nome della nostra presunta libertà feriamo quella degli altri: quanta noncuranza, quanta trascuratezza nei comportamenti e nel modo di presentarci l'uno all'altro".
Le celebrazioni pasquali del Papa si apriranno domani mattina con la 'messa del crisma' celebrata alle 9.30 dal Papa a San Pietro per la benedizione degli oli santi che saranno usati già a partire dalla veglia pasquale.
Con la messa a San Giovanni in Laterano alle 17.30, poi, ha avvio il cosiddetto triduo pasquale, che - ha spiegato il maestro delle celebrazioni liturgiche del Santo Padre, mons. Guido Marini - "non significa tre giorni di preparazione alla Pasqua, ma equivale a Pasqua celebrata in tre giorni". In particolare, "durante il rito i presenti saranno invitati a compiere un atto di carità per l'assistenza umanitaria ai profughi siriani".
Venerdì santo alle 17 il Papa celebra la liturgia della parola, l'adorazione della croce e il rito della comunione (non, dunque, la messa), e, alle 21.15, presiede la Via crucis al Colosseo. Sabato sera a partire dalle 21 inizia la veglia pasquale presieduta da Benedetto XVI nella basilica di San Pietro. Domenica, infine, il Papa celebra la messa di Pasqua alle 10.15 sul sagrato di San Pietro. Al termine della celebrazione, dalla loggia centrale della basilica, impartirà, affiancato dai cardinali Jean-Louis Tauran e Raymond Burke, la benedizione 'Urbi et Orbi'. Lunedì di 'pasquetta' (lunedì dell'Angelo per la Chiesa cattolica), il Papa reciterà poi la consueta preghiera mariana che, da Pasqua a Pentecoste, non è più l'Angelus ma il Regina coeli.

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