lunedì 23 aprile 2012

A guardarlo in retrospettiva, tutta la tensione del Pontificato di Benedetto XVI era proprio verso l'Anno della Fede che inizia a ottobre (Gagliarducci)

Il settennato del papa della ragione

Comincia l'ottavo anno di Pontificato di Benedetto XVI mentre a ottobre si apre l'anno della Fede

ANDREA GAGLIARDUCCI

A guardarlo in retrospettiva, tutta la tensione del Pontificato di Benedetto XVI era proprio verso l'Anno della Fede che inizia a ottobre. Un anno che si concluderà con un "Credo" in ogni parrocchia, sulla falsariga di quello pronunciato da Paolo VI al termine dell'anno della Fede da lui promulgato nel 1968. Allora, era una Chiesa scossa dai moti del dopo Concilio e dalla rivoluzione culturale a dover affrontare i segni dei tempi tenendo ferme le verità della fede.
Oggi è una Chiesa che ha completamente perso la sua identità, e per la quale lo stesso Benedetto XVI - durante il suo viaggio in Germania - ha auspicato una demondanizzazione. Riportare la Chiesa a Dio. Nel giorno in cui inizia l'ottavo anno di Pontificato, il compito è diventato evidente.
Umile servo nella vigna del Signore. D'altronde, il suo profilo Ratzinger non lo aveva mai nascosto. Quando il 19 aprile 2005 comparve come successore di Pietro nella Loggia Centrale della Basilica, nel suo primo discorso si definì "un umile servo nella vigna del Signore". E affermò quasi subito: "Il mio programma è quello di fare la volontà di Dio".
Il Papa della ragione. Raccontava Alfred Läpple, prima professore di filosofia, poi amico di Ratzinger, che "lo ha sempre inquietato l'impulso a considerare la verità come un oggetto posseduto da difendere". Viene da qui, l'ispirazione del Papa teologo. Vero, la teologia è qualcosa di sempre perfettibile. Ma ha bisogno di basi solide, e la fede è una base solidissima dalla quale partire. D'altronde, la fede che ci sia stato un disegno ragionevole al principio di tutte le cose (anche della razionalità stessa) appare da sempre a Benedetto XVI come una spiegazione sicuramente più ragionevole al fatto che l'uomo sia uno scherzo del caso, e che dunque anche la sua razionalità venga da qualcosa di irrazionale. Si muove dalla fede il percorso di vita di Joseph Ratzinger, e si fonda sul rosario detto con frequenza in casa che lo porterà in ogni viaggio internazionale a visitare un luogo mariano. Un percorso che passa per gli anni del nazismo, dove vive il disagio del padre, ufficiale di polizia, per quanto gli viene richiesto dai nuovi governanti, dove sperimenta sulla sua pelle il senso di un regime che - lo dirà più volte nel corso del suo pontificato, a partire dallo storico viaggio in Polonia - vuole uccidere Dio . Diventato sacerdote nel 1951, Joseph Ratzinger comincia subito a delineare la sua pastorale teologica. Una ricerca che tuttora non ha fine.
L'impegno del Papa. Si concepiscono come piccole cattedrali i discorsi di Benedetto XVI. Le udienze del mercoledì diventano cicli di catechesi, dedicate ai padri della Chiesa, agli Apostoli, al ministero paolino. Durante ogni viaggio internazionale (sono 23, a cui si aggiungerà a settembre il ventiquattresimo, in Libano) ha programmato un incontro con le varie comunità religiose (protestanti, ebrei, musulmani) e un incontro con i membri della società civile. Ai primi, ha sempre rinnovato l'impegno ad un cammino ecumenico ed interreligioso che però fosse un cammino solido, basato sui principi e sulla verità. Un dialogo che non fosse astratto, ma concreto. D'altronde, l'impegno per il dialogo ecumenico - e in particolare l'auspicio per l'unificazione con la Chiesa ortodossa - il Papa lo ha delineato sin da subito, con il suo primo Motu Proprio "L'antica e venerabile basilica" in cui rinnova esplicitamente l'invito ai benedettini di San Paolo Fuori Le Mura di impegnarsi per il dialogo ecumenico. Un incontro con il patriarca russo Kirill, con il quale ha ottimi rapporti, è una delle sfide che si aprono in questo pontificato. Forse avverrà in territorio neutro, qualcuno pensa persino a Bari.
Alla società civile, ha rinnovato più volte l'appello a non mettere da parte Dio, ricordando le radici cristiane dei principi che reggono le nazioni: storici sono rimasti i suoi discorsi all'abbazia di Westminster in Inghilterra nel 2010, al College de Bernardins in Francia nel 2008, . È un continuo dialogo tra ragione e fede quello messo in campo da Benedetto XVI. Un dialogo che spesso trova un punto di incontro inaspettato nel problema ecologico. Ratzinger propone una idea ecologica che parte dall'uomo e arriva al creatore, che inizia con la Genesi e prosegue fino ai protocolli di Kyoto. Per questo è chiamato il Papa verde.
I viaggi. Un dialogo che il Papa riprende continuamente, anche quando esce fuori dalle mura Leonine. Un dialogo che parte dall'incontro con una persona, che è Gesù. Lo ribadisce ai vescovi del Brasile, quando va dall'altra parte dell'Oceano nel 2007. Lo sottolinea in Germania, nel 2011, il terzo ritorno nella terra natale. Non manca di sottolinearlo mai nelle tre Giornate Mondiali della Gioventù cui partecipa (Colonia 2005, Sydney 2008, Madrid 2011), rimettendo l'adorazione e il confessionale al centro dell'evento con i giovani. Ma lo rimarca in ogni omelia, che parte sempre dal Vangelo. E parte dal Vangelo anche in Sicilia, quando visita Palermo nel 2010 e tuona che "la Mafia è una strada di morte".
La verità. È la ricerca della verità che lo porta a parlare senza indulgere a compromessi. A Ratisbona, nel 2006, la sua lezione sui rischi dell'irragionevolezza della fede crea una polemica senza fine. È la fine del dialogo con il mondo islamico? No, è piuttosto la fine di una fede che rinuncia a parte della sua identità per mettersi in comunicazione con gli altri. È l'inizio di un dialogo nuovo. Tanto che 138 musulmani scrivono una lettera al Papa, e cominciano incontri bilaterali. E poi, il capitolo dei rapporti con l'ebraismo, reso difficile dalle polemiche su Papa Pio XII. Ma Benedetto XVI va oltre, alle radici ebraiche della fede cattolica. A Gerusalemme parla senza timore, visita la sinagoga di Roma e lì mostra di voler andare oltre le pieghe della storia, verso un dialogo vivo e tra fedi rivelate. Anche la diplomazia della Santa Sede cambia. Il primo messaggio della Giornata Mondiale della Pace è intitolato: "Nella verità, la pace". E la liquidità della diplomazia lascia con il tempo il posto alla solidità del diritto, a partire dalla difesa - in punta di diritto internazionale - dell'universalità dei diritti dell'uomo.
Il governo della Chiesa. Ma un pontificato si legge anche nelle scelte di governo. Benedetto XVI ha indetto finora quattro concistori per la creazione di nuovi cardinali, nel 2006, 2007, 2010 e 2012. Se il primo concistoro aveva visto una maggioranza di vescovi residenziali ottenere la porpora, l'ultimo concistoro ha invece messo in luce la tendenza a premiare con la porpora vescovi con incarichi di Curia. Con pazienza, ma inesorabilmente, Benedetto XVI ha cambiato la Curia romana. Senza scossoni, aspettando che i titolari degli incarichi arrivassero a scadenza. Così, nomina il suo segretario di Stato, Tarcisio Bertone, un anno dopo l'elezione, e questi fa subito capire l'impronta di governo che vuole dare sostenendo di sentirsi di più "un segretario di Chiesa". Un pezzo alla volta, cambia la geografia di Curia, e la nuova squadra di Ratzinger si allena al Sant'Uffizio, alla cui scuola - oltre che a quella della rivista Communio, fondata da Ratzinger - si sono formati molti dei nuovi acquisti di Curia. E poi, l'impegno per la trasparenza finanziaria, e per la trasparenza in generale. Quando, nel 2010, è scoppiata una nuova ondata di casi di pedofilia sui media, Benedetto XVI ha risposto ripartendo dalle fondamenta, mettendo la Chiesa in penitenza durante il viaggio a Fatima e chiedendo ai vescovi di dotarsi di strumenti adeguati per combattere il fenomeno. E lui stesso si impegna personalmente nella scelta dei vescovi: ogni pratica passa dal suo tavolo, tanto è vero che nell'ultimo mese (quando ha alternato il riposo ad un viaggio intercontinentale e poi alle fatiche della settimana Pasquale) le pratiche per i nuovi vescovi si sono accumulate sulla scrivania, ma sono rimaste ferme.
Il metodo Ratzinger. Il metodo Ratzinger è un metodo che ha preso corpo quando questi era a capo della Congregazione della Dottrina della Fede: collegialità, non condanne ma ricerca anche delle "parti positive" di ogni problema, dialogo continuo e costante. Benedetto XVI è un Papa che vuole sanare le fratture: con la Chiesa di Cina, cui ha inviato nel 2007 una lettera pastorale che cercava di trovare un equilibrio tra il governo cinese (che fa ordinazioni illecite di vescovi) e la Chiesa clandestina (fedele al Papa); con i tradizionalisti lefevbriani, cui ha revocato la scomunica e ha lanciato la possibilità di rientrare nella Chiesa cattolica, previa ovviamente l'accettazione del Concilio; con i dissidenti, e infatti uno dei primi incontri a Castel Gandolfo è stato con il teologo Hans Kung, cui chiese di "rimanere al tu di quando erano professori insieme"; con quanti attaccano la Chiesa dall'interno, accusati - in una lettera all'episcopato del 2009 - di essere intenti a "mordere e divorare".
La teologia. Eppure, Ratzinger resta un teologo. Incontra ogni anno i membri dello Schulerkreis, i suoi ex studenti, presenzia spesso alle riunioni del sinodo - lì prese la parola ed enunciò l'interpretazione del Concilio come ermeneutica della continuità più che della rottura - e continua a scrivere. Di tre encicliche, solo l'ultima (la Caritas in veritate) è di carattere meno personale, più tecnica, anche se l'introduzione teologica è tutta sua, mentre le altre due (Deus Caritas est e Spe Salvi) sono teologiche, anche se di una teologia che si applica nel mondo. Forse la prossima sarà sulla fede, ma di certo ci lavorerà solo dopo l'estate. Prima deve finire il terzo volume del Gesù di Nazaret, sui Vangeli dell'Infanzia. I primi due hanno rappresentato il coronamento della teologia di Ratzinger, tutta tesa a cercare di raccontare il mistero e la ragione di Gesù. E, nell'ultimo volume pubblicato, il capitolo sulla Resurrezione è quello cui ha dedicato più tempo. È nella resurrezione che ci scopriamo cristiani. Ed è a partire da questo mistero, da questa novità profonda, che Benedetto XVI ha mosso i suoi passi in questi sette anni di Pontificato.

© Copyright La Sicilia, 19 aprile 2012

5 commenti:

Andrea ha detto...

Come accennavo ieri ("Se si vuole capire..", dello stesso autore), c'è una certa confusione in Gagliarducci sulla "razionalità" additata dal Papa.
Non si tratta di "..fede che ci sia stato un disegno ragionevole al principio di tutte le cose (anche della razionalità stessa)", ma di COSTATAZIONE che da una sola Ragione discendono la ragione del soggetto umano e quella oggettivata nella natura.

Il Papa (e il card. Ratzinger prima) ribalta contro l'ambiente "illuministico" l'uso strumentale che esso fa delle scienze naturali, dicendo che proprio la corrispondenza fra uomo e natura ci mostra direttamente il Creatore.
Tutto ciò non è "fede", ma "ragione" (teologia naturale: Dio è "visibile" nel Creato - Rm 1, 20).

Sulla Fede (quella in Gesù Cristo), al Papa sta a cuore soprattutto la realtà corporea della Risurrezione: vedi "Regina Caeli" di ieri

Anonimo ha detto...

Raffy,segnalo un bell'articolo su cath herald,'BXVI is offering extraorinary leadership on liturgy and the environment' di FR.Alexander Lucie Smith poi volevo sapere se hai pubblicato tutta l'intervista di Seewald' Viva il papa',se sì,perdonami mi è sfuggita l'ho letta tutta in francese ed è splendida,ciaociao GR2

raffaella blog ha detto...

Ciao Gr2, ho evidenziato il link all'intervista in tedesco:

http://paparatzinger5blograffaella.blogspot.it/2012/04/lentusiasmo-di-peter-seewald-per-il.html

Hai il link della traduzione in francese?

Qui la segnalazione di Alexander Lucie Smith:

http://paparatzinger5blograffaella.blogspot.it/2012/04/fr-alexander-lucie-smith-benedetto-xvi.html

Grazie :-)

Anonimo ha detto...

Sul sito di Béaarice, Raffy, in due parti:
http://benoit-et-moi.fr/2012%20(II)/045500a02d0f3c31a/045500a03b0711402.html
http://benoit-et-moi.fr/2012%20(II)/045500a02d0f3c31a/045500a03c099da14.html
Alessia

Anonimo ha detto...

grazie Ale,mi hai preceduto,è un pò lunga, ma ne vale la pena.grazie anche a te Raffy:))GR2