sabato 18 febbraio 2012

Dalle difficoltà la purificazione. La Quaresima tempo di rinnovamento per la Chiesa (Cañizares Llovera)

La Quaresima tempo di rinnovamento per la Chiesa

Dalle difficoltà la purificazione

Pubblichiamo, in una nostra traduzione, la riflessione che il cardinale prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha scritto in vista della Quaresima per il quotidiano spagnolo "La Razón" di martedì 14 febbraio.

di ANTONIO CAÑIZARES LLOVERA

Ci avviciniamo alla Quaresima. Con l'imposizione delle ceneri mercoledì prossimo avrà inizio, per i cattolici, questo tempo di grazia, di chiamata alla conversione e a una vita nuova e santa, di rinnovamento e di purificazione. La chiamata alla purificazione è una costante nel messaggio dei due ultimi Papi, il beato Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Tutti abbiamo bisogno di purificazione. "Anche nella Chiesa, Adamo, l'uomo, cade più volte". Dobbiamo riconoscere i nostri peccati, porli dinanzi al Signore, e invocare la sua misericordia. Dobbiamo chiedere perdono e purificarci. Così, nel riconoscere questa verità, stiamo allo stesso tempo riconoscendo che Egli può cambiarci, rinnovarci dal di dentro, e anche che Egli non ci lascia nella solitudine o nel deserto delle nostre mancanze e dei nostri peccati, ma rimane con noi nella sua Chiesa santa; in essa si manifesta vivente, sempre con noi e dinanzi a noi, fino alla fine dei tempi, e può risollevarci, può salvare e santificare la sua Chiesa nel nostro tempo in cui tante cose l'affliggono; come ha fatto ininterrottamente nel corso della sua storia. "Si può criticare molto la Chiesa. Noi lo sappiamo, e il Signore stesso ce l'ha detto: essa è una rete con dei pesci buoni e dei pesci cattivi, un campo con il grano e la zizzania" (Benedetto XVI).
Ci sono problemi e contrarietà, ma non bisogna perdere la speranza, bensì affrontarli con abilità e con speranza, e soprattutto con la fede e con i criteri della fede, che devono essere sempre quelli propri della Chiesa. Le difficoltà esterne, l'assedio a cui vengono sottoposte la fede e la Chiesa dal di fuori, e le difficoltà che potranno ancora sopraggiungere, non dovranno incuterci paura nel riprendere e seguire il cammino del Vangelo, di carità e di santità, di purificazione. Non possono neppure sommergerci, né crearci complessi, le difficoltà interne, incluse le defezioni, le cadute, le debolezze e le fragilità della nostra fede, del nostro cristianesimo di oggi, spesso incapace di comunicare agli uomini, nostri fratelli, l'immenso tesoro che portiamo dentro: il tesoro della fede, dell'amore e della misericordia di Dio, del Vangelo e della Redenzione di Gesù Cristo.
Il Signore è con noi fino alla fine dei tempi: questa è la sua promessa, che si compie nell'oggi concreto in cui viviamo e che ci può sconcertare. Egli non scende dalla sua barca, la Chiesa; non l'abbandona, né smette di camminare sulle acque procellose, per quanto contrari e forti siano i venti avversi, e neppure per i dubbi, gli errori o la paura dei suoi. La storia della Chiesa, dai tempi di Gesù Cristo stesso, si è vista avvolta in persecuzioni e avversità, provenienti dall'esterno e dal suo interno, o in tradimenti, negazioni, abbandoni, cadute, fragilità delle persone a essa vicine. E non è caduta al punto da non riuscire a rialzarsi, né cadrà senza rialzarsi. Ma, certo, ha bisogno di purificazione, di rinnovamento e di rafforzamento - opera soprattutto di Dio - mediante una vita santa, che è la vita trasformata da Dio stesso e che vive attraverso la fede e la carità. La Parola di Dio, Dio stesso, non passa né passerà. "Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre". La Chiesa è stata edificata sulla roccia ferma di Pietro e della fede che Pietro professa. Ciò ha particolare risonanza dinanzi a quanto sta accadendo e un significato speciale rispetto all'Anno della fede, che ci invita a spalancare le porte alla fede del Signore che è in mezzo a noi.
Per quanto appaia paradossale, "in fondo, è consolante il fatto che esista la zizzania nella Chiesa. Così, con tutti i nostri difetti possiamo tuttavia sperare di trovarci ancora nella sequela di Gesù, che ha chiamato proprio i peccatori. La Chiesa è come una famiglia umana, ma è anche allo stesso tempo la grande famiglia di Dio, mediante la quale Egli forma uno spazio di comunione e di unità attraverso tutti i continenti, le culture e le nazioni. Perciò siamo lieti di appartenere a questa grande famiglia che vediamo qui; siamo lieti di avere fratelli e amici in tutto il mondo. Lo sperimentiamo proprio qui a Colonia quanto sia bello appartenere a una famiglia vasta come il mondo, che comprende il cielo e la terra, il passato, il presente e il futuro e tutte le parti della terra. In questa grande comitiva di pellegrini camminiamo insieme con Cristo, camminiamo con la stella che illumina la storia" (Benedetto XVI a Colonia): la stella della fede.
La grande questione del mondo in questo crocevia della storia è, come sempre, la fede, il vivere la vita con Dio o senza Dio, l'essere guidati o meno dalla sua luce. A questa grande questione dovremmo rispondere con una nuova evangelizzazione. A ciò invita il cammino quaresimale che inizieremo mercoledì della prossima settimana, in questo anno in cui sono successe tante cose, ma che apre le porte della fede, l'Anno della fede, ed è urgente portare avanti con tutte le forze possibili una nuova evangelizzazione, perché il mondo creda e abbia fede, perché viva nella carità che rinnova tutto e cammini nella speranza che inonda di luce nuova la notte che attraversiamo.
Per questo la prossima Quaresima invita tutta la Chiesa alla purificazione e a una vita santa, senza dimenticare i disoccupati e neanche la nostra preghiera affinché il lavoro sia alla portata di tutti, poiché anche ciò fa parte della carità e della necessaria purificazione.

(©L'Osservatore Romano 18 febbraio 2012)

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